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Pinetta Tamai, una vita eucaristica - Riflessione di don Antonio Guidolin
(3) Commenti

mercoledì 27 gennaio 2016

Indimenticabile per noi è Pinetta Tamai, Volontaria della Carità , per molti anni vissuta alla Domus Lucis di Trieste, dove è mancata a ottobre 2015.

Pinetta aveva scritto, con l'aiuto dell'amica Caterina Dolcher, la sua autobiografia "La mia vita nelle mani di Dio". Dopo la morte, come da sue volontà, l'abbiamo messa a disposizione di tutti: qui sul sito e, a breve, anche in una pubblicazione di carta,

Arricchiamo la biografia con la postfazione scritta da don Antonio Guidolin che sottolinea che quella di Pinetta è stata davvero "una vita eucaristica", radicata nella misericordia su cui oggi Papa Francesco ci chiede uno speciale impegno.

Fede e misericordia: Pinetta ha davvero vissuto una "vita eucaristica"

Ci fu un giorno in cui Gesù, mentre pregava, si mise a fare salti di gioia perché Dio Padre aveva nascosto i segreti della sua vita ai sapienti e ai dotti e li aveva rivelati ai piccoli (Luca 10,21).
Per tal motivo, non è impensabile che il Signore abbia fatto salti di gioia anche leggendo l'autobiografia di Pinetta! Queste memorie sono pura farina di quel sacco che è il Vangelo stesso, e che ha impastato quasi un secolo di vita di questa donna segnata dalla disabilità.
Le memorie di Pinetta sono da accogliere con infinita riconoscenza. Non si possono leggere senza avvertire che entrano nel cuore lasciandovi un dono di pace e un forte richiamo a ritrovare la freschezza dell'umile e fiduciosa relazione con il Signore.

Chi, anche tra noi, non avrebbe condiviso il giudizio di tante persone che, vedendo la famiglia di Pinetta così provata, dicevano: "Guarda là i Tamai, i xe pieni de disgrasie e i va sempre in cesa a pregar, guarda cossa che conte le preghiere"? Ma la risposta della mamma: "Se non pregassimo, cossa sarìa de noi?" dice il segreto che avrebbe sostenuto tutta la vita di Pinetta: un legame intimo e profondo con Dio, con la Vergine Maria e con i santi amici del Signore. E' in particolare la presenza della Madonna che accompagnerà la vita di Pinetta, e lei troverà a Lourdes uno dei luoghi più significativi per la sua vita di fede.

Come non pensare, allora, a quel mistero di elezione che Dio compie scegliendo chi agli occhi del mondo non conta nulla, come Bernardetta? Così anche a Pinetta è stato dato il dono di confondere i sapienti e gli intelligenti, con la capacità di condurci al cuore del Vangelo, che è il cuore stesso di Dio: la Misericordia.
C'è, infatti, nel racconto di Pinetta, un grande afflato di misericordia che avvolge realtà e persone facilmente giudicate in modo negativo, e che non può non colpirci per una suggestiva sintonia con quanto papa Francesco ci sta aiutando a ritrovare: l'infinita misericordia di Dio.
Così avviene quando parla di quell'uomo che "era tanto buono" e ogni domenica mentre andava a Messa "era tutto una bestemmia", ma, osserva Pinetta: "Il Signore mi fa capire che le sue bestemmie erano solo un'abitudine presa da bambino... ma la bontà e l'onestà erano grandi. Il Signore tiene conto di questo".
Così, quando legge "Pastori nella foschia", un libro in cui si parla di preti che sbagliano e per questo vengono allontanati, osserva che "non si deve allontanare nessuno! Perché? Hanno sbagliato e un giorno potrei sbagliare io".
Ricordando poi alcuni casi di persone con la sua stessa disabilità che si sono suicidate osserva, colma di compassione: "Li capisco, è terribile questa malattia..."
È convinta che "il Signore li ha portati dritti in paradiso, perché il purgatorio l'hanno fatto già qui in terra... Il Signore ha tanta misericordia, la nostra fede è nella sua misericordia. Chi si toglie la vita deve essere proprio disperato. Io lo capisco!".

Se Pinetta poteva affermare di capire tanta sofferta fragilità, è perché sapeva che Dio raccoglie tutto nelle sue mani, anche le vite più spezzate. La frase "Nelle tue mani, Signore, sta la mia sorte", trovata a 17 anni su una immaginetta, le aveva aperto l'orizzonte di una speranza più grande, verso la quale ha camminato per novantacinque anni.

Un cammino di bontà, quello di Pinetta, che aveva una sorgente:"La sede della bontà è il tabernacolo". Ancor prima d'incontrare mamma Lucia che l'avrebbe introdotta nella pienezza dell'avventura eucaristica, Pinetta poteva dire: "C'era un trasporto di me, di andare verso l'Eucaristia".
Una vita eucaristica, quella di Pinetta, anche lei "buona come un pezzo di pane", buona come quel "pane spezzato" che ha sempre nutrito la sua vita . E noi continuiamo, attraverso queste sue memorie a nutrirci di tanta bontà.
Grazie Pinetta!


Don Antonio Guidolin

Commenti:
lunedì 1 febbraio 2016
dovremmo imparare qualcosa da queste vite e farci condurre davvero al cuore del Vangelo...sarebbe semplice, ci offrirebeb speranza, ma spesso siamo pigri, non ci pensiamo, rimandiamo. Suggerisco a tutti, e in primis a me stessa, una riflessione sul cammino "speciale" di Pinetta, perche' possa illuminarci.
lunedì 1 febbraio 2016
dovremmo imparare qualcosa da queste vite e farci condurre davvero al cuore del Vangelo...sarebbe semplice, ci offrirebeb speranza, ma spesso siamo pigri, non ci pensiamo, rimandiamo. Suggerisco a tutti, e in primis a me stessa, una riflessione sul cammino "speciale" di Pinetta, perche' possa illuminarci.
sabato 30 gennaio 2016
UNA MATITA NELLE MANI DI DIO.. UN CUORE CHE VOLA IN ALTO .... UN CARISMA FORTISSIMO UN GRANDE AMORE ALIMENTATO E CONDIVISO.

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