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Piccolo Rifugio: sei case che sono anche famiglia per circa cento persone con disabilità, in tutta Italia. Fondatrice: la serva di Dio Lucia Schiavinato.
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Quella lettera di Lucia Schiavinato e il viaggio nella storia della 3A di Musile
(2) Commenti

lunedì 6 giugno 2016

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Tutto comincia da un vecchio foglio sgualcito. Lo ritrova un giorno per caso sfogliando un vecchio libro del nonno Giorgio Teso, studente della 3A della scuola media Enrico Toti di Musile di Piave.

Lo guarda con i genitori, lo porta a scuola per mostrarlo alla professoressa di italiano. Una prima verifica, ed emerge una certezza: è una lettera autografa di Lucia Schiavinato. Inizia così un'avventura di ricerca e un'esperienza di apprendimento sul campo che dura l'intero anno scolastico e trasforma un gruppo di quattordicenni in apprendisti storici, archivisti e filologi sulle tracce della Musile che fu ed in particolare di una loro illustre concittadina: proprio Lucia, che nacque a Musile nel 1900, prima di trasferirsi a San Donà per poi dare il via ad un'altra grande avventura, di carità e di fede: il Piccolo Rifugio.

Venerdì 3 giugno la 3A ha concluso il progetto scolastico in bellezza con la visita al Piccolo Rifugio di San Donà : hanno presentato la loro ricerca a chi Lucia l'ha conosciuta di persona, come alcune Volontarie della Carità che vivono al Piccolo Rifugio, e hanno visitato la casa di Lucia Schiavinato, oggi museo e centro di spiritualità, per toccare con mano e scoprire con gli occhi il ricordo e le memorie della donna che hanno imparato a conoscere meglio.

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Il progetto "Ricercando tra passato e presente" è merito degli studenti Chiara Beraldo, Ilaria Cardin, Alessia Gabrielli, Chadia Islane, Leonardo Lunardelli, Nicola Montagner, Leonardo Natale, Nicola Pasini, Nicola Simonetto, Giorgio Teso, Marco Zanata, insieme alle docenti di arte Cinzia Boccassini e di lettere Luisa Florian, con la collaborazione di Carla Perissinotto della segreteria della scuola Toti.

La lettera trovata da Giorgio era indirizzata a suo nonno, Gaetano Rorato, allora quindicenne. La scrisse Lucia Schiavinato il 18 gennaio 1944 per invitare Gaetano ad andare a trovare un giovane di Zara, figlio del preside del liceo cittadino, scappato dopo il bombardamento a dicembre 1943 della città allora italiana, ospite a Musile della casa della famiglia Draghi in via Bonifiche.
Studenti e professori, grazie a ricerche d'archivio e indagini sul campo, sono riusciti a individuare con buon grado di certezza sia la casa indicata da Lucia che l'identità del giovane: molto probabilmente Vanni Tacconi, classe 1925, figlio di Ildebrando.

Ma perché Lucia faceva accenno a Gaetano della necessità di prudenza? Ad esempio, ipotizzano i ricercatori, perché pochi giorni prima erano stati arrestati gli antifascisti poi trucidati il 18 luglio: oggi li ricordiamo come i Tredici Martiri di San Donà. Oppure per l'amicizia del giovane Rorato con i figli di Attilio Rizzo, fervente antifascista, colonna dell'Azione Cattolica, amico di Lucia Schiavinato che con lui collaborò.

E non è l'unico affascinante intreccio di storia e di vita scoperto dalla 3A. Gaetano viveva a San Donà in una casa in via Regina Margherita, poco distante dal Piccolo Rifugio di via Dante. L'una e l'altro furono devastate dal bombardamento alleato del 10 ottobre 1944, che costrinse Lucia e le persone disabili a trovare temporanea accoglienza a Campodipietra, frazione di Salgareda, mentre i Rorato erano qualche mese prima riparati a Chiesanuova.

Il fratello minore di Gaetano è Vittorio Rorato, artista riconosciuto: Lucia Schiavinato intuì da subito il suo talento, e quando era appena quattordicenne gli commissionò un quadro di San Vincenzo de'Paoli, ancora oggi conservato al Piccolo Rifugio, e che gli studenti stessi hanno potuto ammirare.
Il terzo fratello, Davide, è venuto al Piccolo Rifugio venerdì 3 ad ascoltare la relazione del pronipote Giorgio e dei compagni, insieme alla figlia Elisabetta Rorato, visibilmente emozionata da questo viaggio nella storia della propria famiglia, ed a suo marito Alberto Teso.

Pubblicheremo appena possibile il testo completo di "Ricercando tra passato e presente"  che comprende anche lo studio a ritroso degli alberi genealogici dei Rorato, degli Schiavinato e degli Stalda (Pia Stalda era la mamma di Lucia), incontrando fatti e personaggi della storia locale, spingendosi fino all'Ottocento e alla Repubblica di Venezia di Daniele Manin. Gli studenti hanno anche ritrovato e analizzato l'atto di battesimo di Lucia Schiavinato, con Angelo Gnes a fare da padrino.

Per la famiglia del Piccolo Rifugio è stato entusiasmante ascoltare la passione e gustare l'impegno degli studenti nella ricostruzione di questa fetta di storia di San Donà e Musile, e davvero toccante ascoltare la profondità delle riflessioni formulate dagli studenti a partire dagli scritti di Lucia, lette e applauditissime al Piccolo Rifugio.

"La nostra carità - hanno scritto Alessia Gabrielli e Angelica Rosin - deve sgorgare dal nostro profondo come un'immensa cascata d'amore. Ma mentre Lucia e le sue Volontarie pur sapendo che a volte il prossimo è troppo sporco, troppo malato, troppo arrabbiato, troppo scomodo appunto, lo accettano comunque anzi con maggior amore, noi al contrario saremo molto più prudenti e vorremmo sapere con certezza con chi si ha a che fare prima di effondergli la nostra carità. (...) Ma dopo questo primo timido passo, che porterebbe noi giovani a scegliere se fidarci o meno del nostro prossimo, il successivo ci porterebbe a penetrare i suoi sentimenti per farci sentire 'al suo posto'. Non dovrebbe mai mancarci il sorriso sulle labbra mentre ci si avvicina al bisognoso perché siamo tutti uguali e tutti figli di Dio. (...) La Carità richiede davvero uomini ricchissimi di coraggio e di grazia, perché possa ancora sgorgare come un'immensa cascata d'amore su chiunque!"

Chadia Islane ha scelto di partecipare al progetto di ricerca storica su Lucia. E' musulmana, ma non si è certo sentita distante da quella donna cattolica nata più di un secolo prima di lei. "La parte degli scritti che mi è stata affidata è quella relativa alle osservazioni che Lucia aveva fatto alle sue volontarie in riferimento alle donne. Dopo averle lette con attenzione ho subito notato che questi suoi messaggi sono attuali e non sembrano rivolti ad alcuna religione in particolare perché sono assolutamente condivisibili. Alcuni suggerimenti fondamentali che lei indica sono gli stessi che sento dire da mia madre: l'importanza di aver cura della propria salute, comportarsi con semplicità, avere coraggio e mantenere le proprie idee chiare".

Commenti:
mercoledì 8 giugno 2016
La notizia (di cui non ero a conoscenza, nonostante la vicinanza) mi ha emozionato e commosso. Avere continua conferma che la testimonianza della nostra Fondatrice, a quarant’anni dalla sua nascita in cielo, suscita così grande accoglienza anche nei più giovani, è il SEGNO del suo grande valore. Antonio
mercoledì 8 giugno 2016
QUANDO L'ESSERE DONO INIZIA ..... TRA I BANCHI DI SCUOLA.

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