Piccolo Rifugio Onlus
Mamma Lucia Fondatrice del Piccolo Rifugio ONLUS
Residenze per disabili
Piccolo Rifugio: sei case che sono anche famiglia per circa cento persone con disabilità, in tutta Italia. Fondatrice: la serva di Dio Lucia Schiavinato.
> Home > News > Ferentino - Rifugio a infrarossi
Ferentino - Rifugio a infrarossi
(0) Commenti

giovedì 3 gennaio 2008

3.jpgDopo una premessa riguardante la vita di Lucia Schiavinato  tracciandone un profilo biografico, l'autrice  svolge la sua ricerca dapprima analizzando il fenomeno della prostituzione in Europa partendo dal XIX secolo, poi tracciando la situazione italiana nello stesso periodo.

Successivamente affronta l'impianto legislativo della legge Merlin  illustrandone la genesi storica e la temperie sociale che ne ha permesso lo sviluppo.

Un capitolo riguarda il CIDD (comitato italiano di difesa della Donna), poi viene svolto l'argomento principale:l'esperienza delle Ville "Madonna della neve" comunità di vita analizzate sotto l'aspetto del progetto sociale per il recupero della donna proveniente dall'esperienza della prostituzione  descrivendone anche la vita quotidiana.

A tal proposito si riporta una parte del testo che si trova all'inizio del capitolo 6:

 

 "L'obbiettivo fondamentale che le Volontarie della Carità si ponevano nel prendere in carico le loro ospiti era quello di offrire un periodo di tempo utile a ricostruire la loro esistenza. Durante la permanenza nelle Ville, le ospiti avrebbero avuto l'opportunità di riadattarsi, pur con estrema gradualità, ad un'esistenza scandita da un'attività lavorativa, dalla cura dei figli (nel caso delle madri), dall'utilizzo del tempo libero per attività ricreative, da momenti di riflessione personale e di gruppo, o di intimità con la persona con cui sentivano di potersi confidare. Si cercava, dunque, di creare per loro quell'ambiente di tipo familiare che molte non avevano mai conosciuto, ma non sempre era facile riuscire in questo intento, per le situazioni di cui si è ampiamente detto. Ciò che poteva apparire semplice diventava complicato, perché complicata era la situazione psicologica e/o fisica che caratterizzava le assistite, ognuna con le sue peculiarità. Le interviste rilasciate tra l'ottobre e il novembre 2006 da alcune Volontarie della Carità che hanno vissuto nelle Ville "Madonna della Neve", prestandovi servizio anche per parecchi anni, si sono rivelate utili a ricostruire l'esistenza che vi si conduceva. Hanno inoltre confermato e integrato il cospicuo numero di racconti, anche sofferti, che il foglio dell'Istituto fondato dalla Schiavinato pubblicava mensilmente, in genere in terza pagina.Come sappiamo, i gruppi ospitati erano caratterizzati dalle diverse età; l'altra suddivisione importante riguardava le ospiti con figli e quelle senza figli. In tutte le Ville, in ogni caso, era indispensabile impostare almeno un minimo di regole di vita, finalizzate ad un'esistenza rispettosa di sé, delle altre, dell'ambiente che le circondava.

L'esperienza delle intervistate (testimonianze di alcune Volontarie della Carità in appendice della tesi) , il loro vissuto di servizio a "Madonna della Neve" sono punteggiati di grandi successi e desolanti sconfitte."

 

Il lavoro analizza un periodo   storico di un ventennio circa ( 1958-1975) e si presenta di sconcertante attualità viste anche le discussioni odierne che trovano ampio spazio nei media.

 

Francesco Facci

 

(nella foto in alto a sinistra la ex-sede della Villa "Madonna della Neve" di Campocroce di Mogliano Veneto -TV- attuale struttura residenziale del CEIS -Centro Italiano di Solidarietà- di Treviso)  

Commenti:
Commenta questa news: