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Albania – Le speranze e le fatiche
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giovedì 17 settembre 2009

Sta trascorrendo un periodo di riposo in Italia, nella sua Trieste presso la sorella, la Volontaria della Carità Frida Gregorin, che opera in Albania, nella regione montuosa della Mirdita.
Quella trascorsa, del resto, è stata un'estate particolarmente probante. "Siamo arrivati ai 42 gradi- si lamenta Frida-, l'estate più calda che io abbia vissuto lì. Di giorno si poteva solo stare chiusi in casa e io non avevo il ventilatore. L'acqua corrente arrivava solo due volte al giorno per mezz'ora".
Era di sera, quindi, che gli uomini si recavano a lavorare, a ritmi forzati, nel grande cantiere, in mano a imprese turche, dell'autostrada che passa a poca distanza e che ha offerto un'opportunità di occupazione. Destinata però presto a svanire: l'autostrada è in via di completamento, i primi lavoratori albanesi sono già stati licenziati, racconta Frida. Una pessima prospettiva: meno lavoro, meno entrate, meno speranze di altra occupazione. Basteranno i risparmi accumulati o sono già stati spesi?
Tanti di Reps sono emigrati, ad esempio in Grecia. "I giovani che avevo preparato con una formazione alla fede emigrano, e così bisogna sempre ricominciare da capo", dice Frida, che però ha un motivo di soddisfazione: "quando tornano a casa a Reps questi emigranti vengono a cercarmi e mi raccontano della nostalgia di quando ci trovavamo a pregare insieme, e dei loro sforzi per continuare a cercare di vivere da cristiani", malgrado la difficile e faticosa situazione che spesso vivono anche nel paese in cui si sono trasferiti.
Prima di partire per l'Italia, Frida ha avuto occasione di incontrare il vescovo della diocesi di Rrheshen Cristoforo Palmieri, che l'ha incoraggiata ed invitata alla pazienza, anche quando, come spesso accade, i risultati dell'impegno pastorale non sono subito visibili. Ma i piccoli segni ci sono: come gli emigrati in Grecia ma anche come la coppia che ad agosto Frida ha preparato al matrimonio cristiano.
A metà ottobre, al ritorno a Reps, Frida ricomincerà la catechesi, per formare bambini e ragazzi, cristiani albanesi di domani. E continuerà per lei, anche se un poco attenuato, il disagio della sistemazione provvisoria, dopo aver perso la scorsa primavera tutto quello che possedeva in un incendio. Possiamo però registrare con gioia che dopo averne letto notizia su www.piccolorifugio.it o su L'Amore Vince alcune persone generose hanno inviato offerte, fatte col cuore prima che col portafoglio, a sostegno di Frida. A tutti va il nostro ringraziamento.

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