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Piccolo Rifugio: sei case che sono anche famiglia per circa cento persone con disabilità, in tutta Italia. Fondatrice: la serva di Dio Lucia Schiavinato.
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Vittorio Veneto, San Dona', Trieste  - I ricordi di monsignor Romualdo Baldissera
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mercoledì 4 agosto 2010

Abbiamo incontrato, presso la canonica di Oderzo dove vive, monsignor Romualdo Baldissera (nella foto in fondo alla pagina). Originario di Portobuffolè, classe 1921, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto dal 1944. Ha prestato servizio a Oderzo, Torre di Mosto, Vittorio Veneto, per molti anni a Conegliano, dal 1996 è di nuovo a Oderzo.
La sua vita ha incrociato quella di Lucia Schiavinato, ed in vario modo è stato vicino ai Piccoli Rifugi di Vittorio Veneto anzitutto, ma pure quelli di San Donà di Piave e Ferentino.
Con il Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto don Romualdo ha conservato un legame d'affetto: al punto che, malgrado l'età, ogni anno poco prima di Natale e poco prima di Pasqua (di solito il Giovedì Santo) passa al Piccolo Rifugio, per un saluto e per lasciare un omaggio alla casa.
Grazie alla collaborazione del direttore del Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto
Dino Mulotto abbiamo incontrato mons. Baldissera (che ringraziamo per la disponibilità!) e raccolto un po' dei suoi ricordi. Ve li proponiamo qui di seguito, in ordine sparso, aperti alle aggiunte, precisazioni, correzioni di chi ha vissuto quegli stessi anni.

Le offerte delle colonie per il Piccolo Rifugio

Quando ero cappellano a Oderzo, dal 1944 in poi, seguivo i soggiorni alla colonia della diocesi di Vittorio Veneto a Caorle, presso quella che oggi è la "Casa Bruno e Paola Mari". Ci andavano anche 800 ospiti al mese! Lì ogni anno si organizzavano delle collette tra i ragazzi a favore del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave. Poi una rappresentanza, di cui facevano parte gli assistenti spirituali dei vari gruppi, andava a consegnare l'offerta. Portavamo frutta, dolci... erano gli anni dopo la guerra, tutto era gradito. Oppure anche del vestiario.

Lucia

Già in quelle occasioni ho conosciuto Lucia Schiavinato, che era già conosciuta, come signorina che aveva lasciato tutti i suoi beni per avviare questa attività per le persone abbandonate, il Piccolo Rifugio.
Lucia era sempre molto serena e molto disponibile. Metteva a disposizione tutto quello che aveva non solo per solidarietà umana, ma con spirito di fede.
L'ho incontrata a San Donà, Vittorio Veneto e, se ricordo bene, anche a Trieste. L'ho pure confessata varie volte. Si vedeva proprio che era "un'anima di Dio".

Don Romualdo filma il Piccolo Rifugio

Spesso d'estate andavo a Pralongo in val Zoldana alla casa estiva del Piccolo Rifugio per fare assistenza e c'erano anche ospiti del Piccolo Rifugio di Trieste e giovani che decidevano di andare ad aiutare. Con molti ho mantenuto a lungo i rapporti,
A Pralongo ho anche girato un documentario che riprendeva la vita quotidiana degli ospiti del Piccolo Rifugio, le feste, i canti. A Pralongo ho conosciuto la Volontaria Elena Suardi che all'epoca stava a Trieste, e le sue amiche Ornella e la compianta Rosaria.
Un altro documentario che ho girato riguardava la vita quotidiana della Domus Lucis. L'ho girato con una telecamere con registratore della Akai
Ho girato anche altri filmati e documentari. In particolare uno, quando era vescovo di Vittorio Veneto Albino Luciani, dedicato alle diverse vocazioni religiose. Tra le proposte c'erano anche quelle della vita dedicata alla cura del prossimo, con riprese fatte al Piccolo Rifugio.
In un filmato che ho fatto si vede anche Biagio (storico volontario).
Ma in generale al Piccolo Rifugio non avevano piacere a farsi riprendere. Dario in particolare non voleva.
Cercheremo di recuperare, digitalizzare e proporre ai lettori di www.piccolorifugio.it questi filmati

Il gruppo musicale del Piccolo Rifugio

Noi sacerdoti organizzavamo alla Casa dello Studente di Vittorio Veneto il "Carnevale dei bambini" coinvolgendo tutte le scuole elementari della città. I bambini recitavano poesie, scenette, proponevano canti. A questa festa partecipava anche il gruppo musicale del Piccolo Rifugio: loro con batteria, chitarra e fisarmonica suonavano musiche di quell'epoca e i bambini cantavano. E i genitori erano mobilitati, venivano ad ascoltare. Ho ancora delle registrazioni del gruppo del Piccolo Rifugio, una l'ho risentita l'altra sera... Suonavano bene anche pezzi impegnativi.
Questa orchestrina suonava anche in piccole manifestazioni che organizzavano dentro il Piccolo Rifugio, o nel giardino.

Al Piccolo Rifugio di Vittorio Veneto

Negli anni Cinquanta ho vissuto a Vittorio Veneto, come cappellano della Cattedrale prima e come cappellano del lavoro tra gli operai poi. In più mi occupavo anche di seguire (dal punto di vista spirituale) i circhi equestri. Vivevo presso la Casa Assistenti, che oggi si chiama Casa del Clero, insieme ad altri sacerdoti: mons. Giuseppe De Biasi, mons. Pivetta, don Vito Pavan, don Candido Martin. E a turno andavamo a celebrare la messa al Piccolo Rifugio la mattina alle 7. Ho anche spesso confessato al Piccolo Rifugio e ho predicato esercizi spirituali agli ospiti.
Come cappellano del lavoro incontrai anche l'imprenditore (di cui omettiamo per discrezione il nome ndr) che aveva casa di fronte al Piccolo Rifugio. Gli parlai con entusiasmo di questa nuova istituzione. Ma all'inizio lui mostrò un certo disappunto, non vedeva di buon occhio la presenza di queste persone. Col tempo ha cambiato idea ed è diventato un benefattore del Piccolo Rifugio.
Al Piccolo Rifugio ho conosciuto anche Irma De Biasi, vittoriese di Meschio, che si è consacrata Volontaria della Carità nel 1964, ed adesso vive alla Domus Lucis a Trieste. Con lei sono ancora in contatto.
Degli ospiti ricordo Aquino, Alfredo, Dario che ogni tanto andava in giro con un suo amico camionista, compaesano di Recoaro Terme... e altri di cui adesso mi sfugge il nome.
C'erano tante ragazze che spontaneamente lasciavano la famiglia e venivano per un periodo a fare servizio al Piccolo Rifugio, si fermavano anche a mangiare e a dormire.
La vita al Piccolo Rifugio era fondata sull'eucaristia. La mattina c'era la messa, e partecipavano quasi tutti; poi per tutto il giorno l'adorazione, a turno. La sera spesso andavamo noi sacerdoti per concludere l'adorazione,a cui partecipavano anche persone non del Piccolo Rifugio. Noi sacerdoti eravamo di casa.
Al Piccolo Rifugio c'era un'atmosfera di serenità e di fraternità, e di accettazione della condizione di ciascuno.
Forte era lo spirito di preghiera. Uno degli ospiti, Aquino, per esempio, era promotore delle ore di adorazione ed animava gli incontri di preghiera.

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